Quando Netflix e' arrivato in Italia, gli abbonati pagavano 7,99 euro al mese. Oggi lo stesso piano Standard costa 13,99 euro – ed e' solo uno dei servizi che la maggior parte delle famiglie si trova a pagare ogni mese.
Da 7,99 a 19,99 euro: come i prezzi dello streaming sono cambiati dal 2014
Quando Netflix e' arrivato in Italia, gli abbonati pagavano 7,99 euro al mese. Oggi lo stesso piano Standard costa 13,99 euro. Dieci anni dopo, il mercato e' irriconoscibile: piu' livelli di prezzo, piani con pubblicita', blocchi alla condivisione degli account e rincari annuali sono diventati la norma.
Di quanto sono aumentati i prezzi – e cosa significa per gli utenti?
Netflix: +75% sul piano Standard
Il piano Standard di Netflix e' passato da 7,99 euro nel 2014 a 13,99 euro oggi – un aumento del 75%. Il piano Premium e' cresciuto ancora di piu': da 11,99 euro a 19,99 euro, con una variazione di oltre il 65% nello stesso periodo.
Nell'ottobre 2024 Netflix ha aumentato tutti i piani contemporaneamente in Italia e Spagna. Il piano Standard con pubblicita' e' salito a 6,99 euro al mese, il piano Standard senza pubblicita' a 13,99 euro, il Premium a 19,99 euro. Un piano piu' economico con pubblicita' esiste a 6,99 euro – ma con interruzioni pubblicitarie fino a cinque minuti per ogni ora di visione.
Amazon: il rincaro silenzioso via pubblicita'
Amazon Prime Video ha mantenuto il suo prezzo a 3,99 euro al mese per anni, rendendosi l'opzione piu' economica del mercato italiano. Il prezzo e' salito a 4,99 euro nel 2021. All'inizio del 2024, Amazon ha introdotto la pubblicita' nel piano base. Chi vuole continuare a guardare senza interruzioni paga un supplemento mensile, portando il costo effettivo a circa 5,98 euro – quasi il 50% in piu' rispetto al prezzo originale.
Disney+: dal prezzo promozionale al caro abbonamento
Disney+ ha debuttato in Italia a marzo 2020 a 6,99 euro al mese come alternativa economica a Netflix. Da allora il piano Standard senza pubblicita' e' salito a 9,99 euro, mentre il piano Premium costa oggi 13,99 euro. Anche il piano con pubblicita', introdotto come opzione entry-level, e' gia' aumentato a partire da settembre 2025. Dal lancio, il costo del piano Premium si e' praticamente raddoppiato.
La pubblicita' come secondo aumento di prezzo
Le piattaforme hanno trovato un modo piu' sottile per aumentare i ricavi senza scatenare le polemiche di un rincaro diretto: rendere la pubblicita' l'opzione predefinita. Ogni grande servizio offre ora un livello piu' economico con inserzioni – ma l'effetto reale e' alzare il costo per chi vuole guardare senza interruzioni. Gli abbonati non pagano solo di piu': pagano di piu' per avere quello che gia' avevano.
La strategia ha conseguenze. Secondo ricerche recenti, il 24% degli abbonati italiani ha gia' disdetto almeno un abbonamento a causa degli aumenti di prezzo e dell'introduzione della pubblicita'.
Quanto spendono davvero gli italiani
Uno studio del 2024 mostra che le famiglie italiane spendono in media oltre 40 euro al mese tra tutti i servizi streaming – circa 480 euro l'anno – su una media di 3,3 abbonamenti. Ulteriori dati dalla ricerca:
- 1 italiano su 3 ritiene di pagare troppo per lo streaming
- Piu' di un quarto ha accesso a piu' servizi di quanti ne utilizzi regolarmente
- 1 abbonato su 3 prevede di cancellare almeno un abbonamento nei prossimi 12 mesi
- Le restrizioni alla condivisione delle password hanno spinto molti a scegliere tra pagare di piu' e cancellare
L'alternativa gratuita
E' esattamente qui che lo streaming gratuito finanziato dalla pubblicita' dimostra il suo valore. Piattaforme come wedotv offrono accesso a film, serie TV e canali live senza costi mensili – nessuna carta di credito, nessun abbonamento, nessun aumento in arrivo. Per chi soffre di stanchezza da abbonamenti, non e' un compromesso. E' un modello diverso.
Conclusione
Quello che era nato come una rivoluzione economica nell'intrattenimento domestico e' diventato un'abitudine costosa. Il costo combinato di Netflix, Prime Video e Disney+ in Italia oggi rivaleggia – e in molte famiglie supera – il vecchio abbonamento TV che lo streaming avrebbe dovuto sostituire. La domanda non e' piu' se i prezzi continueranno a salire. E' quanti abbonati continueranno a pagare.
